ISLANDS – Musical performance by Maurizio Puxeddu
Traditional Sardinian musical instruments used: launeddas, sulittu, bena, bena ‘e corru, ghitarra, corru marinu, trunfa, pitiolus, ischiglittos

It is an initiative created within the ILLADOR photographic exhibition by Marina Anedda, set up in suggestive contexts.

“Retracing the places described by the German philosopher Ernst Jünger, who in 1954, during a trip to Sardinia, stopped in Villasimius, fascinated by the primeval essence of the place, the author of “Illador”, through intense photographic research he autonomously reinterprets the the work of the philosopher, using black and white to prevent the use of color from altering the philological sense of the operation.”
From www.emigratisardi.com

SPOLETO – 12 July 2002
in conjunction with the Festival of Two Worlds

TORTOLI ‘ – September 14, 2002
Museum of Contemporary Art Su Logu De S’Iscultura

Spoleto – Maurizio Puxeddu with sardinian guitar


A text of almost twenty years ago, from 2002, accompanying the performance.

INSULAE

Il primo pensiero va’ all’acqua.
Che lambisce le terre.
Acqua di mare duro contro la roccia.

Instancabile nel sovrumano scontro all’ultimo grano di materia,
all’ultima goccia di lagrima salina.
Dove l’abisso si prende la rivincita,
su quei natali incandescenti ed infuocati.
Di eruzioni e di lave.
Fumanti di liquido esalato.
Con molta calma, dando tempo al tempo.
Nei secoli e nei millenni. Erodendo.
Perché la roccia, ormai raffreddata,
immobile,
non può fuggire e avere scampo.
L’acqua. Trova la sua vendetta.
Nelle isole il tempo è un altro.

Scoprendole sulla linea del tramonto
mutano in approdo di cabotaggi stanchi.
Riferimento per navigatori di antiche rotte.
Salvagente
nella perdita dell’orizzonte liquido.
Poi si aprono mondi interni.
Possibili spazi limitati e limitanti,
ma profondi di conoscenza del se.
Dove scavare interiormente.
Quelle più piccole,
si contengono in uno sguardo.
La loro storia, in un pensiero,
in una sensazione.
Dalla creazione all’oggi.
Quelle più grandi,
ricche di storie tortuose,
riempiono i polmoni di vento profumato.
Generose di sole.
Ma tutte hanno il sentore
della condivisione
della particolare condizione geografica con gli altri, che vivono in altre isole.
Solitudine e separazione,
mista a condivisione.
Situazione ricercabile.
Consapevolezza del non essere solo.
Nelle isole il tempo è un altro.

Ma il primo pensiero va’ all’acqua.
Che lambisce le terre.
M.P.